Rinascita…

Dopo mesi il blog ritorna ad essere attivo…L’assenza è stata causata prima da problemi personali che hanno un pò bloccato il mio lavoro e poi la spam che mi ha intasato talmente il blog da renderlo inaccessibile…

Finalmente riprendo e ho tanta voglia di discutere con voi di alimentazione a 360 gradi per cui aspetto le vostre domande e sollecitazioni.

In questi mesi ho approfondito un argomento che finora avevo lasciato stare, ossia il campo delle diete “chetogeniche” che erroneamente vengono dette “diete iperproteiche”. In realtà le ” diete chetogeniche” si  contraddistinguono dal fatto che sono a basso contenuto di carboidrati (low carb) ma normo proteiche. Esse vengono usate sia a scopo terapeutico che dimagrante, dando risultati spesso molto soddisfacenti.

Ho continuato ad approfondire un argomento a cui mi sono avvicinata diversi anni fa, ossia l’alimentazione vegetariana/vegana, in particolare ho studiato più da vicino lo svezzamento vegano/vegetariano: argomento che finora avevo preferito non toccare, ma interesse e curiosità mi hanno portato ad approfondire così da poter stilare dei “piani alimentari” per i bimbi di mamme vegane/vegetariane, che sono semplicemente delle guide per il periodo molto delicato dello svezzamento.

Quando si parla di bambini, e ancora di più di neonati, sono sempre molto attenta e scrupolosa, in questo campo in particolare, non ci si può permettere di essere ignoranti e alimentare il bambino senza avere nessuna nozione di corretta alimentazione in età pediatrica.

L’alimentazione vegetariana/vegana è equilibrata e sana anche nei bambini!

E’ necessario, però, prestare una maggiore attenzione nel garantire la giusta alimentazione per evitare carenze alimentari, che soprattutto nei bambini possono gravi.

Di questo e di tanto altro voglio parlare e discutere sul mio blog, impegnandomi ad essere più presente e attiva.

Per ora vi saluto dandovi appuntamento a  presto..vi auguro una Santa Pasqua…

Indipendentemente dal credo e dalla religione, la Pasqua coincide sempre con la primavera, la più bella stagione dell’anno, quella in cui la natura rinasce alla vita…

Proprio questo è l’augurio che faccio a me stessa ed ad ognuno di voi…

Che sia una rinascita “alla vita” sia nel senso fisico che psicofisico

Prendendosi cura di se stessi, amandosi ogni giorno in più  (se non lo facciamo noi nessuno può farlo al posto nostro), nonostante i difetti (anzi grazie ad essi) e le cadute che ci saranno lungo il cammino…solo così potremo amare gli altri!

La mèta è ambita: diventare passo dopo passo i “veri” noi stessi!

Buona Pasqua…buona rinascita!

L’alimentazione vegetariana è adeguata alle necessità fisiologiche?

L’American Dietetic Association (ADA), che è una delle associazioni di nutrizionisti più importante, afferma che “Le diete vegetariane correttamente pianificate, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie”.

Da quanto detto, quindi, la dieta vegetariana, adeguatamente pianificata, è equilibrata nei macro e micro nutrienti. Nella dieta vegetariana viene eliminata la carne e il pesce mentre in quella vegana anche i derivati come uova e latte.

L’errore che spesso si fa nel passaggio da una dieta onnivora ad una vegetariana, è quello di aumentare notevolmente i carboidrati (pane, pasta, pizza) per compensare l’eliminazione dei secondi piatti a base di carne e pesce, ciò può comportare, non solo un aumento di peso, ma anche problemi di salute collegati ad un eccesso di zuccheri, come ad esempio il diabete.

Nell’alimentazione vegetariana le fibre, assumono un ruolo ancora più importante di quello che già hanno in qualsiasi alimentazione: cereali integrali, frutta e soprattutto verdura e ortaggi sono presenti in abbondanza in questa dieta.

I legumi diventano l’alimento per eccellenza perché sono una buona fonte di proteine, di fibra e di numerosi micronutrienti come il calcio e il ferro. Nella giornata alimentare del vegetariano i legumi sono presenti almeno in un pasto principale, essi possono essere cucinati in tanti modi diversi a cominciare dal classico piatto unico insieme ai cereali (pasta, riso, farro, orzo), oppure le ottime zuppe di legumi o ancora gli hamburger o le polpette vegetali che sostituiscono anche nella forma la carne.

Uno dei timori del vegano è che eliminando il latte e i suoi derivati dalla dieta si possa avere  carenza di calcio, in realtà, quando l’alimentazione è equilibrata, non c’è questo pericolo: il calcio oltre a trovarlo nei latti vegetali addizionati, è presente in molti alimenti quali i legumi, le verdure, la frutta secca (le mandorle ad esempio), nei semi oleaginosi (come i semi di sesamo), numerose spezie e anche in una buona acqua ricca in calcio.

Così è anche per il ferro presente nei legumi, nella verdura e poi bisogna conoscere e imparare le tecniche per “usare” al meglio questo micronutriente contenuto negli alimenti come ad esempio accompagnare il pasto con della vitamina C (quindi una spremuta di arancia o un kiwi).

L’unica vitamina che sarà carente per un vegano è la B12, vitamina importante per costruire il DNA e per le cellule del sangue, inoltre svolge un’importante funzione strutturale all’interno del sistema nervoso. Pertanto, un apporto non adeguato può arrecare gravi conseguenze a carico del sistema nervoso e anemia. Per compensare a questa carenza esistono alimenti addizionati di vitamina b12 (come i cereali) oppure delle compresse sublinguali.

Da queste brevi osservazioni è chiaro che un’alimentazione vegetariana non comporta carenze nutritive ma è sicuramente importante conoscere gli alimenti per sceglierli in quantità e qualità ottimali per ogni fase della vita, quindi sarebbe auspicabile affidarsi a un professionista almeno nel periodo di passaggio da una dieta onnivora a una vegetariana.

“Mostrarsi” in estate..

Estate uguale caldo, ci si sveste di tutto il possibile, per cui ci si trova, spesso, di fronte ad un’esagerata esposizione di corpi scolpiti e senza grasso in spiaggia e in strada e per chi non ritiene di avere un corpo perfetto e non riesce a “svestirsi”?

Chiudersi in casa aspettando che l’estate finisca… scegliere posti poco frequentati…indossare abiti che coprono tutto il possibile: tutte strategie per superare il confronto e soprattutto l’estate ma che fanno molto male a chi le vive.         Il cosiddetto “evitamento” è un problema noto a chi non ama il proprio corpo e mette in atto diverse azioni che consentono di non mostrarsi, nel libro “Perdere e mantenere il peso” del medico e psicoterapeuta Riccardo della Grave viene esposto in modo molto chiaro questo concetto: “molte persone in eccesso di peso o obese evitano lesituazioni che comportano l’esposizione del corpo…in alcuni casi l’evitare è estremo, fino ad arrivare a un completo isolamento sociale. Nella maggior parte dei casi gli individui…trovano il modo di mascherare la loro apparenza indossando abiti particolari…evitando l’esposizione corporea, ad esempio prendere il sole in costume o farsi una doccia in uno spogliatoio di una palestra…”.  Spesso chi ha un problema con il suo aspetto fisico preferisce indossare abiti larghi che non lasciano intravedere le forme corporee, sceglie colori scuri o, ancora meglio, il nero, spesso, poi, prima di uscire, ci si cambia d’abito per 3-5volte fino ad indossare quello che fa sentire più a proprio agio, che è quello di ieri e l’altro ieri ancora, sempre lo stesso, diventa l’abito “salvagente”, la “divisa”.      Questo disagio comporta una situazione di malessere generale che si ripercuote sulla nostra vita quotidiana e sulle relazioni sociali, in attesa di un cambiamento che viene rimandato al domani, ma poi il domani arriva e il problema è ancora li e non si risolve da solo. L’evitamento del proprio corpo è un problema serio che non va sottovalutato: alla base c’è una scarsa autostima che non dipende solo da qualche (o tanti) chilogrammo in eccesso per cui va chiesto aiuto a professionisti specializzati e lavorare insieme mediante la terapia psico-nutrizionale per risolverli.

Intanto cosa si può fare nell’immediato per uscire da questo isolamento e cercare di vivere al meglio ciò che rimane dell’estate? L’adozione di uno stile di vita sano può aiutare in maniera consistente a farci stare meglio: riuscire a seguire un piano alimentare che prevede semplicemente di mangiare sano ed in maniera equilibrata ci fa sentire più in armonia col nostro corpo perché è un modo per prendersene cura, di amarlo; se invece scarichiamo le tensioni, le ansie, la paura del confronto sul cibo mediante le abbuffate, aumentiamo la nostra disistima.

Puntiamo quindi ad alimentarci in maniera corretta a partire dalla colazione che ci consente di gestire al meglio l’alimentazione di tutta la giornata; non dimentichiamo gli spuntini infra-pasti a base di frutta; i due pasti principali della giornata programmiamoli in modo che siano equilibrati dal punto di vista nutritivo e calorico quindi una porzione di carboidrati (pane, pasta o patate), una di proteine e grassi (carne, pesce, uova, formaggi) e vitamine e sali minerali (verdura e frutta).

Inoltre dedichiamo del tempo a noi stessi a qualcosa che amiamo fare come leggere o ascoltare musica; ancora meglio se ci concediamo una passeggiata all’aria aperta, il contatto con la natura è un ottimo modo per dedicarsi a se stessi e far pace con il nostro corpo.

 

Dieta mediterranea

Lo scorso week end sono stata impegnata con l’Associazione Olistica Albatros nella manifestazione “Casa Battipaglia” giovedì ho partecipato alla tavola rotonda “Mangiar bene è buona salute! La sana e corretta alimentazione come stile di vita” insieme a medici e dottori di un certo rilievo.

Qui vi lascio un mio recente articolo proprio inerente alla Dieta Mediterranea scritto per il sito www.vivandera.com.

Buona lettura

Il mercato delle diete è molto fiorente e ogni anno ne sboccia una nuova, di cui non si è certi né dell’efficacia, da un punto di vista di dimagrimento, né tanto meno da quello salutistico. Una sola dieta unisce questi due obiettivi in modo sicuramente ottimale: la dieta mediterranea,  salutare e varia e che può essere seguita da chiunque in ogni età e condizione fisica.

Tale dieta accumuna i popoli del bacino mediterraneo, ed è caratterizzata da:

  • un apporto elevato di vegetali (frutta fresca, verdura e legumi),
  • una buona presenza di pesce soprattutto azzurro,
  • cereali integrali
  • e grassi polinsaturi derivanti da olio extravergine di oliva, frutta secca e semi.

Il consumo di carne e prodotti lattiero-caseari sono raccomandati in quantità modeste ed è prevista una moderata assunzione di alcool consistente in un bicchiere di vino rosso al giorno.

Numerosi studi scientifici evidenziano che la dieta mediterranea ha la capacità di preservare lo stato di salute: rappresenta una vera e propria cura per chi ha già un problema di salute e per tutti gli altri è la migliore forma di prevenzione, inoltre migliora la qualità e la durata della vita.

Le sostanze nutritive presenti negli alimenti caratterizzanti tale dieta, hanno proprietà anti-cancro, anti-infiammatorie, anti obesità e contribuiscono al mantenimento dello stato di salute.

Analizzando la “composizione” della dieta mediterranea osserviamo che un posto di eccellenza è occupato dai cereali integrali (quali l’orzo, il farro, il grano saraceno) ricchi in fibre che favoriscono il buon funzionamento intestinale necessario per evitare stati d’intossicazione dell’organismo. I cereali integrali quando si accompagnano ai legumi (come spesso succede nella dieta mediterranea, pensiamo alla pasta e fagioli) rendono il piatto a elevato valore biologico paragonabile a tutti gli effetti (tranne che per quelli negativi) ad una fetta di carne. I legumi svolgono una importanze azione antiossidante e inoltre abbassano i livelli di colesterolo e riducono il rischio di diversi tipi di cancro.

La frutta e verdura che abbonda nella dieta mediterranea in ogni pasto, è ricca in Sali minerali e vitamine ci proteggono da varie malattie soprattutto legate al sistema  cardiovascolari nonché dai tumori, inoltre esse rafforzano il nostro sistema immunitario, osseo, visivo ecc.

Anche i grassi, presenti nella dieta mediterranea in quantità ottimale, offrono numerosi benefici, essi sono definiti grassi “buoni” perché proteggono il nostro sistema cardiocircolatorio dalla formazione delle placche arteriosclerotiche, oltre ad essere ricchi in vitamine con azione antiossidante.

Da queste poche righe si evince che la dieta mediterranea è il top da un punto di vista nutritivo e funzionale, purtroppo però negli ultimi anni è stata svilita e travisata assegnando un posto alle carni e ai formaggi più di rilievo a discapito dei vegetali.

In realtà la dieta mediterranea è “vegetale”: ricca in frutta, verdura, cereali, legumi e grassi “buoni” con qualche eccezione settimanale di pesce e di tanto in tanto di carne. Scegliere di seguire tale dieta nella nostra alimentazione quotidiana è sicuramente la migliore alternativa per preservare lo stato di salute, o “prenderci cura” anche con il cibo della malattia: non solo non avremo carenze nutrizionali ma assumeremo tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno insieme a sostanze protettive.

Carne…

Ai giorni di oggi la carne potrebbe essere considerata “croce e delizia”…c’è chi ne fa un consumo esagerato e chi invece, da vegano, l’ha eliminata totalmente dalla propria alimentazione.

Sappiamo bene che la carne è una delle principali fonti di proteine, e non solo, ci sono anche i micronutrienti come vitamine (A e B12 ad esempio) e sali minerali (ferro e zinco) ma, nonostante la sua ricchezza in nutrienti, studi epidemiologici, più o meno recenti, indicano che l’aumento del consumo di carne rossa, specialmente nelle sue forme trasformate (con tale definizione si intende la carne che ha subito un processo di trasformazione come la salatura, stagionatura, fermentazione, affumicatura) può avere effetti negativi sulla salute. Già nel 2007 l’Organizzazione mondiale della sanità suggeriva di ridurne il consumo.

E’ stata evidenziata un’associazione tra diverse malattie (cardiovascolari, diabete di tipo 2, cancro) e il consumo di carne rossa e trasformata, qualche mese fa il Centro internazionale di Ricerca sul Cancro, IARC, ha pubblicato la Monografia per la valutazione del rischio cancerogeno per l’uomo, la carne processata o trasformata è entrata a far parte del gruppo 1 insieme al fumo e all’amianto: gruppo in cui sono raccolti gli alimenti (o altri agenti) che hanno elementi sicuramente cancerogeni per l’uomo; la carne rossa fresca, invece, è nel gruppo 2A ossia gli alimenti “probabilmente cancerogeni”.

Il rischio deriva dal fatto che tali carni contengono nitrati e nitriti che reagendo con composti chimici, come le ammine, danno origine alle nitrosamine che sono delle sostanze nocive per l’uomo.

Da questa monografia sono derivate delle indicazioni non tanto sulle quantità da consumare ma sull’aumento del rischio di ammalarsi mangiando carne, si legge, infatti, che una porzione di 50 grammi di carni processate al giorno comporterebbe un aumento del 18% del rischio di tumore colon-rettali.

Dare dei quantitativi precisi di carne da mangiare per essere al sicuro dai rischi salutari non è facile, l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) raccomanda circa 70-100 grammi di carne rossa due volte a settimana (70 grammi sono riferiti ai bambini e 100 grammi agli adulti), mentre di carne processata, le quantità scendono a 50-100 grammi 1 sola volta a settimana. Se consideriamo che una bistecca ha un peso non minore di 150 grammi si deduce che una sola porzione a settimana basta.

In conclusione è evidente che, la carne dovrebbe occupare un posto secondario nell’alimentazione quotidiana dando spazio ai legumi e ortaggi. Fondamentalmente basterebbe ripristinare la dieta mediterranea com’era in origine e non com’è stata distorta nel tempo, in essa troviamo che gli alimenti privilegiati sono i cereali integrali, gli ortaggi, i legumi, la frutta fresca e secca, il pesce occupa anch’esso un posto importante ed è presente un po’ di carne bianca, mentre la rossa è un alimento da mangiare occasionalmente.

Pronti per la bella stagione?

La primavera è arrivata e il passaggio dai mesi invernali a quelli più caldi induce voglia di pulizia, non solo fuori dal corpo scoprendosi dai vestiti pesanti ma anche dentro. Ripulirci “dentro” non è così semplice come può essere per un cambio di vestiti, perché il nostro corpo è ancora “sintonizzato” sui ritmi invernali: ore di buio e quindi di riposo più lungo, temperature più fredde quindi abbigliamenti pesanti e coprenti e cibi calorici che riscaldano, dobbiamo concedergli il tempo necessario per abituarsi. D’altra parte il cambio di stagione ci rende anche più fragili da un punto di vista immunitario con raffreddori vari che ci buttano ancora più giù: quindi è necessario adottare una strategia ottimale per svegliarci dal letargo e riprendere in mano la nostra vita con più vigore e determinazione.

L’arma che abbiamo in nostro potere è di adottare uno stile di vita più sano, cancellando le brutte abitudini invernali: poltrire sul divano insieme ai cibi più calorici per riscaldarci e per confortarci nelle lunghe giornate fredde.

Lasciamo stare tutte le fantomatiche diete che in questo periodo cruciale ci vengono proposte dappertutto e che ci assicurano miracoli senza però accennare al prezzo economico e soprattutto salutare che dovremmo pagare. Riflettiamo un attimo sul vero significato della parola “dieta” che deriva dal greco e vuol dire “modo di vivere” quindi non regimi dimagranti basati su restrizione calorica o su beveroni vari che non hanno validità scientifica e che sono inoltre diseducativi e circoscritti nel tempo ma un cambiamento di vita che ha un inizio e che perdura per tutta la vita.

Prima di tutto adottiamo una bella alimentazione disintossicante ricca in frutta e verdura, mescolata con tanta acqua: sappiamo bene che i vegetali liberano il nostro corpo dalle scorie accumulate e grazie alla loro ricchezza in sali minerali, vitamine e antiossidanti ci aiutano a proteggere dalle malattie a cominciare dal banale raffreddore primaverile. Mentre aumentiamo le scorte di fibre grazie alla frutta e la verdura riduciamo gli zuccheri e i grassi, causa dell’aumento del girovita e di quell’apatia che sentiamo addosso.

In secondo luogo impariamo a rispettare i tempi del nostro corpo: esso non ha bisogno della stessa quantità di cibo in tutte le ore della giornata, la colazione deve essere piuttosto abbondante visto che veniamo dal digiuno notturno e dobbiamo affrontare una giornata di lavoro o studio, mentre la cena leggera perché ci prepariamo al riposo. Il digiuno notturno è fondamentale: dopo sei ore dall’ultimo pasto la glicemia si stabilizza e i grassi vengono consumati.

In tutto questo facciamoci aiutare dal sole sempre più presente nelle giornate primaverili, che ci offre la possibilità di ricaricarci di vitamina d e serotonina entrambi ottimi antidepressivi e quindi fautori di benessere. Passiamo più tempo all’aria aperta dedicandoci all’attività fisica più alla portata di tutti, la camminata, fonte di tanti benefici. Essa è un toccasana per il buon umore, dà uno stimolo al metabolismo basale, favorisce il cambiamento del nostro corpo riducendo la massa grassa a favore di quella magra, regola la fame e ci aiuta a tenere sotto controllo diverse malattie, tra cui il diabete e l’ipertensione.

Adottare uno stile di vita più sano non deve essere, assolutamente, obiettivo esclusivo di chi è in sovrappeso o vuole arrivare in forma alla prova costume o di chi ha problemi di salute, ormai gli studi scientifici concordano nel sottolineare come alimentarsi in modo equilibrato ed essere attivi è la migliore forma di prevenzione per vivere più in salute e a lungo. Buona rinascita…

I legumi…che bontà

Il caldo incide sui nostri pasti sia quantitativamente che qualitativamente:  preferiamo piatti freschi, veloci da preparare e appetitosi e i legumi che non rispondono a tutte queste caratteristiche vengono accantonati in attesa della stagione fredda. Essi, però, sono un cibo troppo ricco da un punto di vista nutrizionale per rinunciarci per un tempo lungo quanto  l’estate.

I legumi sono una fonte importante di proteine vegetali che possono, anzi devono, sostituire, più volte durante la settimana, quelle animali, consumati, poi, insieme ai cereali integrali costituiscono un piatto con un alto valore biologico per cui, a ragione, diventano un piatto completo da un punto di vista calorico e soprattutto nutrizionale.

Sono ricchi in glucidi e poveri in lipidi e, sono, anche, una buona fonte di fibra che sappiamo essere importante per favorire il transito intestinale evitando problemi di stipsi e, d’altra parte, per regolarizzare la velocità di assorbimento di alcuni nutrienti, come ad esempio lo zucchero, ecco perchè costituiscono un buon alimento per tenere sotto controllo la glicemia. I legumi sono anche piuttosto ricchi in calcio, ferro, potassio e vitamina C, l’unico neo è che l’elevato contenuto in acido fitico (una molecola antinutrizionale) che contengono, riduce l’assorbimento di alcune di queste sostanze.

Oltre a queste proprietà nutrizionali, sappiamo bene qual’è il “problema” che essi creano in chiunque (esclusi pochi fortunati) li consumi: l’ingestione dei legumi induce il fenomeno della flautolenza, causata dagli oligosaccaridi in essi presenti. E’ chiaro che questo fastidio sia piuttosto invadente ma non crea nessun problema serio tale da giustificare l’eliminazione dei legumi dall’alimentazione.

Per contrastare  o ridurre questo “problema” si può cominciare con la rieducazione dell’organismo al consumo di questo alimento, dando il tempo alla flora intestinale di riformarsi: si consuma una quantità minima di lenticchie, legume che dà meno problemi di flautolenza,  quotidianamente aumentandone mano a mano i grammi. Così come può essere auspicabile passarli mediante passaverdure così che la digestione risulta facilitata e, infine, una buona abitudine può essere quella di concludere il pasto a base di legumi con tisane di finocchio, anice o menta così da evitare o almeno attenuare i sintomi di gonfiore.

Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo c’è un altro motivo che induce ad eliminare i legumi dai pasti quotidiani nella stagione calda: la preparazione  sottoforma di zuppe o  brodi che non è consona all’estate. Il rimedio più semplice e banale è quello di cucinarli in anticipo e lasciarli raffreddare per il tempo necessario  prima di consumarli. Oltre a questo, però, i legumi si sposano molto bene a ricette varie e appetitose, basta solo un pò di fantasia e con l’aiuto dei numerosi siti, giornali e programmi di cucina si possono preparare piatti nuovi, nutrienti, appetitosi e freschi: polpette vegetali, insalatone, piatti unici con verdure e legumi, ecc..

I legumi, insieme alla frutta e alla verdura, sono un ingrediente che non può essere abbandonato o, peggio, eliminato dall’alimentazione, va consumato con costanza durante tutto l’anno, per consentire al nostro corpo di rimanere in forma e in salute.

La nutrizione su Radio Base

Stamani su Radio Base è cominciata una nuova rubrica sulla corretta alimentazione, grazie al giornalista Antonio Ioele e all’editore Errico Marrazzo, ho avuto il piacere e l’onore di essere, l’ospite per parlarvi di corretta alimentazione.  

Il cuore della saluteNella prima puntata ho voluto porre l’attenzione sul termine “dieta” perchè si commette, comunemente, l’errore di associarlo ad un periodo, limitato nel tempo, di sacrificio e di rinuncia, in cui ci atteniamo a delle regole ristrettive e a prescrizioni dietetiche ben precise con l’unico obiettivo di perdere peso, dopo di che, si pensa di riprendere lo stile di vita precedente.

Analizzando il termine “dieta”, però, evidenziamo che esso deriva dal greco “daita” ed il suo significato non è “periodo di digiuno temporale” ma, piuttosto, “modo di vivere”. Ciò vuol dire che è un percorso con un punto d’inizio, dovuto a vari motivi (volontà di perdere peso, problema di salute o per cambiare le cattive abitudini alimentari), senza, però, una fine: deve, quindi, diventare uno stile di vita. Attenzione, con ciò non voglio dire che bisogna sacrificarsi tutta la vita, eliminando dall’alimentazione i cosiddetti cibi “proibiti” ma piuttosto “adottare un corretto stile di vita cioè imparare a mangiare sano ed equilibrato e impegnarsi ad essere fisicamente attivi”.

La colazione, è sicuramente un punto di inizio fondamentale, costituisce, come più volte abbiamo detto, il pasto principale della giornata ma è anche quello più bistrattato perchè la mattina il tempo è poco per sedersi e mangiare con calma o perché, magari, non abbiamo abbastanza fame, in realtà sono scuse infondate: non fare colazione è una cattiva abitudine che va assolutamente modificata.

Non ci sono regole assolute per una buona colazione, essa deve essere equilibrata nei nutrienti e sufficientemente energetica dato che dobbiamo affrontare le fatiche di una giornata. Latte, yogurt, frutta insieme a biscotti secchi, fette biscottate o cereali, ci può stare anche un dolce, meglio se casalingo, come una fetta di crostata o di pan di spagna. Nulla vieta che la colazione sia salata, importante che ci sia equilibrio tra i nutrienti, che sia energetica ma senza appesantirci troppo.

Gli altri pasti della giornata sono, comunque, importanti sicuramente bisognerebbe dare più importanza al pranzo anziché alla cena, invece, va a costituire, spesso, il pasto principale: durante la giornata ci si accontenta di un panino e poi la sera, a casa, ci rilassiamo e si mangia oltre il necessario senza avere il tempo necessario per “smaltire” l’eccesso. Sarebbe bene, quindi, ripristinare il pranzo come pasto più calorico e cercare di ridurre il più possibile la cena.

Tra i tre pasti principali è buona norma concedersi degli spuntini, di frutta fresca di stagione, con lo scopo fondamentale di evitare che, al pasto successivo, arriviamo affamati mangiando esageratamente. 

Questo è stata la chiacchierata della prima puntata ad essa seguiranno altre in cui mi riprometto di approfondire gli argomenti che suscitano maggior interesse in chi segue Radio Base.